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isola di plastica nell'oceano

C’è un’isola di plastica nell’Oceano: combattila insieme a Zummy!

di Zummy Team

L’isola di rifiuti di plastica in mezzo al Pacifico è un orrore che ha conseguenze disastrose per tutti: Zummy fa la sua parte, proteggendo la Natura in ogni sua scelta. E tu, cosa puoi fare? Guarda sempre le etichette, lava di meno e goditi il mare con la pashmina-pareo Symphy!

L’isola che (purtroppo) c’è: è di plastica e fa paura

Tra il 135° e il 155° meridiano Ovest etra il 35° e il 42° parallelo Nord c’è un’isola immensa. Sorge in mezzo all’Oceano Pacifico, dove le acque dovrebbero essere incontaminate e cristalline. Dovrebbero, perché invece quest’isola è un enorme accumulo di rifiuti galleggiante, composto da materiali plastici. Si chiama Great Pacific Garbage Patch ed è la vergogna del nostro Pianeta, il nostro fallimento nel proteggerlo. Pensa che, malgrado sia stata scoperta nel 1997 dal capitano di marina e oceanografo Charles Moore, al momento non si hanno stime precise circa le sue dimensioni: la sua estensione oscilla tra i 700mila fino a oltre 10 milioni di km². Un’isola grande quanto la Penisola Iberica! Ma assurda e terribile.

Si è formata a causa della convergenza di rifiuti plastici provenienti da tutto il mondo, spinti in quella parte di Oceano da correnti circolari. Si pensa si tratti di 4 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica (considera che ogni anno nel mondo ne vengono prodotte 335 milioni di tonnellate, di cui si stima che l’80% finisca in discarica o nell’ambiente), ma gli scienziati sono certi che il materiale sia molto di più. Con il passare del tempo bottiglie & Co. diventano una sorta di brodo, una zuppa inquinante fatta di frammenti plastici così piccoli da finire nello stomaco dei pesci, per poi risalire da un anello all’altro lungo la catena alimentare. Fino a noi.

Le conseguenze devastanti della plastica in mare

Queste particelle simili al plancton vengono ingerite da molta fauna marina, da qui l’introduzione della plastica nella catena alimentare. Inoltre, provocano la morte per soffocamento di tante specie: le caretta-caretta, ghiotte di meduse, scambiano spesso i sacchetti di plastica per il loro cibo preferito. Gli albatros pensano che le palline di plastica siano uova di pesce, nutrendo di questa schifezza i loro pulcini che ne muoiono. Per non parlare di foche e altri mammiferi, che restano impigliati nelle reti da pesca in plastica abbandonate in mare… Come se non bastasse, le microplastiche impediscono alla luce solare di raggiungere il plancton e le alghe, con conseguenze devastanti.

Esistono altre isole di plastica di cui gli esperti stanno cercando di fare una mappatura, nel Pacifico, nell’Atlantico, nel Mare di Barents… Troppo lontani, dici? Non ci riguarda direttamente, dici? Sei sicura? Tu non mangi pesce? Non ti cibi di ortaggi o di frutti provenienti da coltivazioni irrigate con acqua, solo per dirne una? Senti questa: secondo un’analisi dell’Università australiana di Newcastle commissionata dal WWF, l’acqua è la maggiore fonte di microplastiche per gli organismi viventi e l’uomo ne assume ogni giorno 5 grammi, pari a circa una carta di credito alla settimana. Sei consapevole di mangiartene almeno 4 in un mese?

plastica
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Cosa c’entra la moda con gli oceani?

Ecco, questo è solo uno scorcio del bruttissimo panorama che ognuno di noi ha contribuito a creare. Che la moda stessa ha contribuito a creare. Se ti stai chiedendo cosa c’entri la moda con gli oceani, è presto detto: affidarsi a una filiera produttiva frammentata e poco trasparente, spesso dislocata nelle zone del mondo dove la manodopera è a basso costo, con ordini subappaltati e manifatture senza controlli per la tutela dell’ambiente e sociale, significa far sopravvivere e finanziare un sistema malato e inquinante.

Ecco perché il nostro ZUMMY, che ha l’amore per la Natura nel suo DNA e la salvaguardia dell’Ambiente e di tutti i suoi abitanti al centro di ogni sua azione, ha scelto come protagoniste delle sue collezioni le creature sottomarine e ha deciso di stamparle su capi rigorosamente ecosostenibili in cotone organico, TENCEL™ Lyocell e in poliestere riciclato. Utilizza solo materiali certificati. Privilegia solo aziende artigianali locali di piccole dimensioni (a parte nell’unico caso dei prodotti certificati Fairtrade, che provengono da una realtà estera) e tempesta di domande i suoi fornitori, per garantire un’autentica moda ecosostenibile.

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Ecco cosa puoi fare tu!

Se pare impossibile togliere di mezzo questa massa di spazzatura, diverse organizzazioni internazionali si stanno impegnando per prevenirne la crescita e sensibilizzare l’opinione pubblica (nel nostro Paese puoi trovare news utili sul sito di Plasticfreeonlus, Greenpeace, WWF, Corepla…: non smettere mai di informarti!). Tutti sono concordi nel sostenere che limitare se non eliminare l’uso della plastica dal nostro quotidiano (e nel nostro guardaroba!), sarà il modo migliore per ripulire il Great Pacific Garbage Patch e i nostri mari.

ZUMMY fa la sua parte e la farà sempre. E tu, cosa puoi fare? Innanzitutto, occhio ai materiali: controlla sempre le etichette e, tra i sintetici, preferisci il poliestere riciclato. Ricordati che gli indumenti di questo genere rilasciano microfibre di plastica nell’acqua a ogni lavaggio che, spezzandosi, si riversano nelle falde acquifere e qui aspettano di consumarsi (ci vogliono circa 500 anni…). Quindi… lava di meno! Sai, spesso basta arieggiare i vestiti e smacchiarli a mano per farli tornare freschi e puliti.

Non usare l’asciugatrice, che provoca la rottura delle fibre e, per lo stesso motivo, lava a 30° e non a temperature eccessive. Usa programmi di lavaggio brevi e riduci il numero di giri di centrifuga. Poi, utilizza solo detergenti senza polimeri liquidi e abrasivi minerali (che generano attrito e rompono le fibre, facendole finire in acqua) e, ovviamente, compra meno e meglio, optando sempre per la qualità e ricordandoti che con ogni tuo acquisto decidi tu, in prima persona, il futuro dei mari!

Il mare si protegge… scegliendo il pareo giusto!

Per goderti al meglio le tue vacanze al mare, ZUMMY ha una meraviglia di proporti: la pashmina-pareo Symphy, che oltre a imprigionare lo sguardo nella rete dei suoi colori brillanti, è anche la quintessenza della versatilità e della sostenibilità. Questo passepartout chic dell’estate è rifinito da sarte locali a partire dalla fibra di eucalipto proveniente da foreste gestite responsabilmente.

Il TENCEL™ Lyocell è leggero come la seta, straordinario per morbidezza e resa del colore, traspirante, termoregolatore, anti-batterico e ipoallergenico. E sa far vibrare le fantasie di ZUMMY, ottenute usando inchiostri sostenibili e certificati per il rispetto di lavoratori, consumatori e ambiente. Ogni pashmina è unica e diversa dall’altra, proprio perché tutti i capi di ZUMMY sono cuciti uno a uno e la produzione non è industrializzata.

Le sue dimensioni? Straordinarie, anche loro: 205×140 cm di leggerezza ed energia, studiata apposta per circondare ogni silhouette con eleganza, prestandosi a molteplici idee di utilizzo. Puoi portarla come pareo e copricostume, drappeggiarla su shorts e piccoli pezzi o sfoggiarla come maxi stola durante serate a lume di candela (magari su un’isola incantevole!), lasciando che avvolga le tue spalle in un morbido abbraccio. Usala sempre, in ogni occasione, in ogni momento della tua giornata, perché la pashmina Symphy non rappresenta solo una sferzata cromoterapeutica per il look, ma una vera e propria dichiarazione d’amore per il Pianeta.

plastica
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