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microplastiche

Decalogo furbo per un bucato a prova di microplastiche

di Gloria De Lazzari

Lo sappiamo tutti: sarebbe bellissimo, utile, lungimirante, responsabile e sostenibile possedere un guardaroba esclusivamente composto da capi in fibre naturali. Sai che cosa significherebbe per la salute dell’ambiente (e la nostra)? Purtroppo si tratta di pura utopia ma, se ormai ben conosciamo i danni che l’industria della moda causa al pianeta, forse ci sfuggono le conseguenze che derivano dal modo in cui noi stessi laviamo i nostri vestiti. Per esempio, lo sai che quando lavi i capi sintetici in lavatrice, contribuisci ad aumentare la quantità delle pericolosissime microplastiche presenti nei mari e negli oceani?

Ma, se al giorno d’oggi pare ormai molto difficile stare alla larga da vestiti sintetici, è però possibile limitarne i danni. ZUMMY ti dà 10 dritte per un bucato perfetto a prova di microplastiche: leggi il post e carica il cestello… Si parte!

Microplastiche: cosa sono?

Le microplastiche primarie sono quei filamenti plastici microscopici che entrano nell’ambiente già frammentati. Si tratta di filamenti o frammenti molto piccoli che finiscono in acqua, originando una catena inquinante e dannosa: non sempre si vedono, altre volte invece seppur piccoli sono visibili e finiscono per essere ingeriti dai pesci che li scambiano per cibo con estrema facilità e altrettanto facilmente entrano nella catena alimentare. Non parliamo di dosi di poco conto. Secondo un recente studio dell’International Union for Conservation (che riunisce le organizzazioni più influenti e i massimi esperti in uno sforzo congiunto per preservare la natura e accelerare la transizione verso lo sviluppo sostenibile), ogni anno vengono prodotte oltre 300 milioni di tonnellate di plastica.

Di queste, almeno 12 milioni di tonnellate finiscono nei nostri oceani e costituiscono l’80% di tutti i detriti marini, dalle acque superficiali ai sedimenti di acque profonde. Ma le microplastiche sono ancora più piccole, ancora più numerose. Pensa che sugli 1,4 milioni di miliardi di microfibre presenti negli oceani, quasi il 35% deriva dal lavaggio dei nostri capi di abbigliamento sintetici (seguiti da polvere degli pneumatici delle auto, microsfere nei cosmetici, reti da pesca…) o meglio, dagli scarichi delle nostre lavatrici che inquinano fiumi, mari e oceani. Terribile, non trovi? Se vuoi informarti, puoi leggere un report dettagliatissimo, interessante e spaventoso sul sito dello Iucn.

Microplastiche
@statista

Microplastiche
@statista

Combatti le microplastiche, parti dal bucato

Detto questo, bisogna agire per limitare la dispersione di inquinanti nell’ambiente. Cosa fare? Qui trovi un decalogo con tanti semplici suggerimenti di lavaggio. Sì, perché il rilascio delle microplastiche è una questione meccanica, chimica e fisica e quindi il modo in cui programmi il lavaggio dei tuoi capi in poliestere ha un ruolo fondamentale per determinare quanti filamenti inquinanti verranno prodotti.

Decalogo per un bucato anti-microplastiche

1. Vesti naturale

Lo sappiamo che continuiamo a ripetertelo, ma non ci stancheremo mai: i tessuti di origine naturale, a dispetto di acrilico e poliestere, non disperdono microplastiche e non inquinano una volta terminato il loro ciclo di vita. Per questo ZUMMY utilizza perlopiù cotone organico e Tencel Lyocell derivato dalla fibra di eucalipto.

2. Non eccedere

Indossa più volte un capo prima di lavarlo: in questo modo risparmierai acqua, energia e allungherai la vita dei tuoi vestiti che si indeboliscono a ogni lavaggio.

3. Poliestere o acrilico?

Sappi che anche tra i tessuti sintetici esistono differenze notevoli, quando si parla di materiali inquinanti: l’acrilico infatti rilascia in lavatrice circa il doppio delle microfibre rispetto al poliestere (tra le fibre sintetiche, il nylon 66 è il poliammide più resistente, meno incline a sfilacciarsi).

4. Scegli la qualità

Preferisci capi che possano durare. Saranno più costosi, ma il loro prezzo viene ammortizzato dal fatto che non si rovineranno in fretta e che non passeranno nemmeno di moda, se sai scegliere bene. E poi, esistono favolosi mercatini second-hand dove puoi comprare capi vintage e di buona qualità, che non temono il tempo.

5. Usa il detersivo giusto

Prima di tutto, fa che sia delicato ed ecologico, rispettoso dell’ambiente, dei tessuti e della tua pelle. Poi, preferiscilo liquido: la granulosità del detersivo in polvere, infatti, esercita un’azione abrasiva, causando il distacco di un maggior numero di microfibre.

6. Abbassa la temperatura (ed evita l’asciugatrice)

Anche la temperatura con cui imposti il tuo lavaggio è importante: scaldare di più un tessuto significa danneggiarne la struttura. L’acqua a bassa temperatura, invece, riduce il rilascio delle microplastiche che si disperdono maggiormente nei primi 8 lavaggi (tienilo a mente!). In più, non accentua il rilascio dei colori e ti permette di risparmiare energia e soldi. L’asciugatrice andrebbe evitata almeno in estate: usala solo quando serve.

7. Riempi il cestello

Fai il bucato a pieno carico. In questo modo non solo risparmierai acqua ed energia, ma contribuirai a ridurre il rilascio delle microplastiche dai tessuti dovuto alla frizione degli indumenti: un carico semi vuoto lascia più libertà di movimento ai tuoi vestiti, determinando urti più violenti.

8. Occhio alla centrifuga

Preferisci cicli di lavaggio brevi e imposta la centrifuga a bassa velocità: i programmi di lavaggio troppo lunghi generano troppe sollecitazioni e attriti sulle fibre, che quindi si spezzano e si staccano.

9. Utilizza filtri

In attesa che arrivino in commercio lavatrici smart progettate per ridurre lo carico delle microplastiche, puoi utilizzare alcuni gadget come la famosa Guppy Friend Bag, un sacchetto per indumenti ideato da due surfisti tedeschi. Funziona così: ci infili i tuoi indumenti da lavare, lo metti nel cestello e a fine lavaggio e tolti i vestiti elimini le fibre plastiche rilasciate al suo interno. Oppure la Cora Ball, una sfera prodotta da una startup americana, ispirata al sistema di filtraggio dei coralli. In pratica, inserita nel cestello della lavatrice insieme al bucato, permette di catturare quante più fibre possibile.

10. Condividi!

Se a ogni bucato ognuno di noi riuscisse a mettere in pratica tutti questi piccoli ma cruciali accorgimenti, riusciremmo davvero e concretamente a fare la differenza. Quindi… spargi la voce e condividi con chi conosci il tuo modo virtuoso di prenderti cura dei tuoi abiti sintetici e del tuo pianeta. Qui in ZUMMY crediamo fortemente nell’unione che fa la forza: più siamo, meno microplastiche arriveranno al mare, più il nostro pianeta recupererà salute e bellezza. E noi tutti con lui.

La spedizione è inclusa nel prezzo del prodotto per destinazioni in Italia e in Europa, ad eccezione dei Paesi in cui è prevista dogana la cui spedizione richiede una procedura diversa.

I costi di dogana sono comunque sempre a carico del cliente, che verrà contattato dallo spedizioniere per il pagamento all’arrivo della merce e ai fini della consegna.

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