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Fast Fashion: chi va veloce perde sempre

di Gloria De Lazzari

ZUMMY ama la lentezza. Ama i tempi che la Natura si prende per fare e fare bene. Assecondarli e non stravolgerli è un punto fermo su cui si basa il nostro lavoro e su cui esigiamo che si fondi anche quello di tutti i nostri fornitori. Perché non crediamo nella moda mordi e fuggi, anzi, siamo convinti che chi va veloce, perda sempre. Vuoi sapere perché? Qui ti spieghiamo quello che (forse) ancora non sai sulla Fast Fashion, il modo in cui “manipola” scelte e desideri, abbagliandoci con prezzi abbordabili. E facendoci dimenticare di interrogarci per capire i suo terribili impatti. Non ci cascare! 

L’insostenibile business della Fast Fashion

Il termine Fast Fashion compare per la prima volta sul New York Times nel 1989. Sta a indicare una moda veloce sia nella filiera produttiva, sia in tutto il suo ciclo di vita: un capo di Fast Fashion è “vecchio” già pochi mesi dopo il suo acquisto. Scopo della Fast Fashion è lanciare a un ritmo vertiginoso collezioni moda che interpretino trend e gusti del momento, portandoli delle fashion week agli scaffali e negli e-Commerce nel giro di un battito di ciglia.

Risultato? Non abbiamo più due collezioni l’anno (primavera/estate e autunno/inverno) ma decine e decine tra lanci settimanali, capsule collection, collezioni speciali, che rimpinguano l’assortimento nei negozi a ritmo serrato. E, ahinoi, anche tanti armadi. Sicure di avere bisogno di tutti quei capi? Va da sé, che per la particolare filiera produttiva, Fast Fashion è sinonimo sì di economicità (anche se un prezzo elevato non è detto che corrisponda comunque a una ricerca etica dei materiali e delle lavorazioni), ma anche di qualità media, se non medio-bassa. Si compra, per poi gettare. E già questo è dannoso, ma ovviamente, non è l’unico problema: la Fast Fashion infatti nasconde tante ombre.

La Fast Fashion genera un pericoloso circolo vizioso

A chi non è mai capitato? Vedi un capo in passerella, sospiri, dici a te stessa: «Ah che bello sarebbe poterselo permettere!». Poi, un giorno, ne adocchi uno nella vetrina di una grande catena di abbigliamento che sembra proprio identico a quello dei tuoi sogni, solo che… costa infinitamente meno! Quindi, cosa fai? Entri e lo compri! Peccato che il mese seguente, ripassando davanti a quelle vetrine, ti imbatti nello stesso capo ma con una fantasia diversa, trend forte di stagione, lo dicono tutti i magazine… Il prezzo, poi, è allettante: entri e acquisti. Ci sei cascata di nuovo…

Ecco, la Fast Fashion innesca un circolo vizioso pericoloso per le nostre tasche, ma anche per l’uomo (essere vivente prima che consumatore) e per l’ambiente. Cosa c’entra il Pianeta? C’entra eccome! E, con flora e fauna, a rimetterci sono anche milioni di lavoratori sfruttati, sottopagati, che lavorano in condizioni pietose per poter garantire quella vasta scelta che cambia di settimana in settimana, in ogni negozio di ogni catena dislocata in ogni parte del mondo… Riesci a fartene un’idea?

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Se spendi poco, qualcuno ne pagherà il prezzo

Se quel capo che hai acquistato aveva un costo così basso, il motivo è da imputare a scelte poco sostenibili e molto impattanti. Per esempio, quella di appaltare la manodopera ad aziende nei Paesi in via di sviluppo, in cui ai lavoratori non viene riconosciuto il benché minimo diritto né, tantomeno, esistono norme che disciplinino la tutela dell’ambiente. Si sceglie di chiudere gli occhi: queste realtà implicano l’assenza di processi di controllo accurati sia riguardo gli standard di sicurezza o una paga adeguata, sia riguardo la contaminazione di acqua, aria, terreno con gli scarichi industriali, l’utilizzo di coloranti e sostanze chimiche dannose per l’uomo e per l’ambiente.

Abbiamo iniziato a renderci conto che qualcosa in questo business non andasse quando il 24 aprile del 2013 accadde la tragedia di Rana Plaza, a Dacca (India). Una palazzina fatiscente di otto piani, che ospitava cinque diverse fabbriche tessili di abbigliamento che producevano capi per marchi internazionali, crollò su se stessa. Morirono 1.129 persone, oltre 2500 restarono gravemente ferite. Il mondo iniziò a interrogarsi sui gravi danni causati dai ritmi disumani imposti dalla Fast Fashion. Sono state introdotte norme importanti  ma, ancora oggi, questo sistema ci spinge ad acquistare vestiti di cui non abbiamo bisogno, che durano meno e che buttiamo di più.

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La Fast Fashion e l’accumulo dei rifiuti

Ricorda sempre una cosa importante: leggi le etichette! Se hai fatto acquisti in una grande catena, avrai notato che le percentuali di fibre sintetiche ricavate da polimeri della plastica e petrolchimici sono spesso molto alte e anche quando si parla di cotone, solo una percentuale infinitesimale è organico. A ciò si aggiunge che le coltivazioni da cui questo proviene è di tipo intensivo, per cui vengono impiegati fertilizzanti chimici altamente inquinanti. Non è difficile dunque comprendere perché la moda (soprattutto nella sua branca istantanea) sia tra le industrie più “sporche” al mondo. Lo sapevi, per esempio, che produce oltre 92mila tonnellate annue di rifiuti tessili (tra cui rientrano anche i capi di abbigliamento invenduti?).

Non comprare di più, compra meglio!

Spesso ci si sente molto furbi, quando si comprano capi alla moda spendendo poco. In realtà, si è tutto il contrario: ci si sta lasciando manipolare. ZUMMY non ci sta e siamo convinti che nemmeno per te sia un vanto farti abbindolare e cedere alle lusinghe di un risparmio per acquistare uno sfizio di cui hai l’armadio pieno. Non è astuzia, è incoscienza: quello che non paghiamo noi, viene pagato dall’ambiente o da chi lavora il capo e il conto arriverà anche ai nostri figli e nipoti. Ne vale la pena? Non conviene forse prestare un po’ più di attenzione, mettere cuore e cervello anche quando facciamo shopping? Da ZUMMY siamo convinti che questo sia il modo più giusto e socialmente responsabile di agire. Ecco perché, se stai già cercando il capo giusto per la tua estate e per le vacanze, ti proponiamo il caftano Cory. I motivi? Tantissimi! Uno più bello e buono dell’altro!

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Il caftano Cory in TENCEL™ Lyocell: niente di meglio sotto il sole

Cory è realizzato in Lyocell, filato ricavato dalla fibra di eucalipto proveniente da foreste gestite responsabilmente. ZUMMY utilizza solo Lyocell con logo certificato TENCEL™. Cosa significa? TENCEL™ è un marchio registrato dall’azienda austriaca Lenzing AG, marchio che certifica la produzione di Lyocell, fibra tessile artificiale di origine naturale, estratta dalle piante di Eucalipto. È una fibra ecologica derivata dalla rigenerazione della cellulosa di legno, da polimeri naturali presenti nelle cellule viventi vegetative.

Lenzing AG ha vinto diversi premi assegnati dall’Unione Europea alle aziende che si impegnano nella produzione eco-sostenibile. La fibra tessile TENCEL™ Lyocell è quindi ottenuta da alberi di eucalipto coltivati da aziende certificate dalla Forest Stewardship Council (FSC), rispettando gli standard socialmente e responsabilmente utili per l’ambiente. Il programma internazionale per l’approvazione della certificazione forestale ha dichiarato le pratiche agricole di Tencel come sostenibili: elimina gli impatti ambientali negativi dell’elaborazione tradizionale delle fibre grazie all’utilizzo di nuove tecnologie sostenibili e a processi di estrazione chimici a base di solventi non dannosi per l’ambiente e che vengono riciclati quasi totalmente nella lavorazione.

Un altro punto a favore del Lyocell è la bassa quantità di terreno occupato per gli albereti di eucalipto: a parità di ettari di terra coltivata, Lyocell ha una resa in fibra tessile estratta superiore rispetto alle fibre tessili naturali, in quanto lo sviluppo in altezza delle piante di eucalipto consente di sfruttare meno terreno orizzontale. Dettaglio non di poco conto (come sempre, in casa ZUMMY!)

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Tutti i vantaggi di partire con un caftano Cory

Prima di tutto, ti innamorerai dei suoi colori: il Lyocell ha una straordinaria capacità di assorbire le tonalità accese e vibranti delle nostre fantasie che “zummano” sulla natura, tramite l’uso di inchiostri sostenibili, che vantano certificazioni per il rispetto dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente, e la stamperia riutilizza parte della stessa acqua già utilizzata nel ciclo produttivo.

Poi, ti innamorerai della sua morbidezza: lo indossi e ti sembra di essere avvolta da una carezza di seta, confortevole, lieve… Ma ZUMMY non utilizza la seta (dovresti saperlo ormai),così come non fa uso di nessun derivato animale: per questo siamo stati classificati VVV+, il miglior livello del rating etico Animal Free Fashion ideato dalla LAV. Ti innamorerai della sua forma, che cade libera, ampia e senza costrizioni di nessun genere sulla tua silhouette, qualsiasi essa sia. ZUMMY infatti tiene molto al suo côté inclusivo. Per questo il caftano Cory è disponibile solo in due taglie, la cui unica differenza risiede nella lunghezza e non nella larghezza.

Ti innamorerai della sua versatilità (lo puoi indossare con o senza cintura, inclusa nell’acquisto del caftano), della sua freschezza. Il Lyocell, infatti, è traspirante, igroscopico, termoregolatore, in più ha proprietà anti-batteriche naturali ed è ipoallergenico. Infine, si asciuga in poco tempo (in caso di un tuffo fuori programma in piscina!) e, soprattutto, difficilmente produce pieghe. Così, appena giunta a destinazione, potrai estrarre il tuo caftano Cory dalla valigia e indossarlo subito, senza perdere tempo e fatica per stirarlo: sarà già perfetto, pronto per accompagnarti nel miglior modo possibile in ogni istante delle tue favolose vacanze!

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