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Le paladine della Body Positivity

di Zummy Team

Ciccia? Fosse solo questo il problema che il movimento di Body Positivity cerca di affrontare! Sì, perché a essere discriminati, derisi e bersagliati da battutine (quando non si tratta di veri e propri attacchi) sono – oltre al grasso – i peli, le macchie, la vitiligine, le smagliature, i brufoli e perfino la magrezza (vedi cos’è successo alla cantante Adele…). Insomma, tutto quello che non rientra nei canoni di bellezza standard che la nostra società riconosce come accettabili sono presi di mira, sui social soprattutto.

Tutto ciò che è “altro” rispetto al modello estetico è out. E tu ce la metti tutta per dimostrare che il tuo corpo, “altro” e per questo unico, vale tanto quanto gli altri, quelli considerati normali. Che l’accettazione di sé senza giudizi, l’amore per ogni fisico, forma o taglia, per ogni particolarità che ci distingue, sono fondamentali per stare bene, per vivere in armonia. Ma spesso ci si nasconde. Ci si vergogna. E si sta male.

10 anni di Body Positivity

La Body Positivity è una lotta iniziata proprio sui social tra il 2010 e il 2011. Ma resta, a distanza di un decennio, più attuale che mai. Perché purtroppo sono sempre attuali critiche feroci, derisioni, umiliazioni. Cosa fare? Il primo step è riflettere e porsi delle domande: chi mi ferisce mi conosce e mi vuole bene? Ci tengo alla sua opinione? E io, mi voglio bene?

Inutile negarlo: quelle con lo specchio e con i giudizi altrui sono battaglie dure. Così come conoscersi e apprezzare la propria fisicità senza mai ritenerla sbagliata è un percorso in salita. Ma gli esempi da seguire sono diversi e, spesso,  le cose da fare (e da dire) sono più semplici di quanto non sembri.

Le paladine della Body Positivity: donne come noi

Tra le paladine della Body Positivity, non possiamo non citare Aurora Ramazzotti: simpatica, autoironica, travolgente, non ha mai avuto paura di mostrarsi al naturale, anche se questo significa mettere in risalto le piccole imperfezioni, i brufoli, le irritazioni. Ha sempre risposto ai leoni da tastiera con battute sagaci e un gran sorriso. Fregandosene di tutto, perché lei la sua acne la sta curando, mentre per l’imbecillità non c’è rimedio.

Stessa sorte è toccata a Emma Marrone, che postando un selfie acqua e sapone si è vista criticare dai soliti haters per le macchie solari sul viso, tra l’altro causate da medicinali. Lei ha risposto per le rime, ricordando a tutti che non sono le macchie della pelle a determinare il valore di una persona. Più importante, invece, il percorso fatto per arrivare in alto, proprio come il suo. Un percorso ben diverso da chi è niente e lo dimostra.

E poi c’è l’inarrestabile Arisa, che tra prove di danza e promozione del nuovo disco ha mandato in tilt la rete postando uno scatto in topless, celebrando la sua fisicità da pin-up tutta curve e femminilità.” C’era una volta una morbida felicità che non voleva più restare nascosta”, scrive sui social. Dopo tanto tempo passato a nascondere le proprie forme e a fuggire dalle critiche, a quasi 40 anni ha fatto pace con il suo fisico morbido. A lei va tutta la nostra ammirazione e riconoscenza per la lezione d’amore che ci trasmette, guardandola.

Piacersi è potere

Tra le influencer Body Positive, Laura Brioschi è un esempio per chiunque sta cercando di accettare e amare le proprie curve. Modella curvy subissata da diete continue di datori di lavoro che cercavano taglie superiori alla 38 ma non di troppo, Laura si è ritrovata presto in un tunnel di insicurezze, di mancanza di autostima, sviluppando disturbi alimentari e bulimia. Così, ha dato il via alla sua personale battaglia contro i canoni di bellezza impossibili (e contro una società che non è capace di accettare varietà e diversità). Ha creato il blog “Love Curvy”, un profilo Instagram, uno shop di costumi da bagno, un’associazione no-profit e un libro-manifesto, “Noi siamo luce”.

Un’altra modella plus size (ma anche presentatrice tv, esperta d’arte e attrice), Simona Tassone, si è impegnata senza riserve nella lotta al body shaming e ha imparato sulla sua pelle che per ricostruire se stesse bisogna accettarsi e amarsi per come si è. Scrivendo la sua storia “La mia felicità ha un peso” , ha voluto aiutare le donne a rifiorire, come ha fatto lei.

Le prime ad amarci dobbiamo essere noi stesse

Insomma, lentamente il movimento Body Positive dà i suoi frutti. Ma se – e puoi starne certa – di haters ce ne saranno sempre in giro, è proprio il nostro approccio verso i nostri presunti difetti che sta cambiando. E che cambierà, alla fine, le cose. Tutto è partito da diverse celeb, che hanno iniziato a esibire con orgoglio caratteristiche e unicità del loro corpo, della pelle, del viso, dettagli un tempo tenuti nascosti (o corretti con Photoshop) messi in bella mostra sui loro social per renderli di dominio pubblico e venire in soccorso di chi ancora vacilla sotto i colpi di battute odiose fatte apposta per ferire.

Pensa ad Ashley Graham e al modo con cui mette orgogliosamente in mostra le smagliature dovute alla nuova gravidanza gemellare.  Pensa a Matilda De Angelis, una tra le star italiane più conosciute all’estero, che ha fatto outing sulla sua acne, sdoganandone il problema e dichiarandosi fiera delle sue cicatrici: “Mi ricordano di tutte le volte che ho pianto perché non mi sentivo bella e di quanto non me ne fotta in realtà un cazzo di essere bella. Che non so nemmeno cosa significhi. Ora sono molto fiera di loro” scrive sul suo profilo Instagram.

Ti ricordi quando Kim Kardashian mostrò al mondo i suoi problemi di psoriasi? O quando Rihanna si presentò in pubblico coi peli sulle gambe? O quando Demi Lovato rise sulla completa assenza del “thigh gap” (lo spazio tra le cosce)?

L’imperfezione ci rende invincibili

Insomma, alla fine arriva un momento di vera ribellione (a tutto ciò che è ordinario, omologato, retrogrado) in cui continuare a fingere cessa di essere più importante di vivere una vita serena e in armonia con te stessa. E per fingere intendiamo anche volersi infilare a tutti i costi in un vestito che non ci dona. Noi di ZUMMY te lo ripetiamo da sempre: non esistono corpi sbagliati, solo abiti inadatti. Ecco perché tutti i nostri capi hanno un fit confortevole, non segnano, hanno sempre una vestibilità inclusiva che copre più taglie e sono dotati di piccole astuzie che permettono di allargare e stringere, a seconda delle necessità!

Ecco, ricordati tutto questo quando ti guardi allo specchio e non ti piaci. E pensa che le tue fragilità, come quelle di tutti, possono trasformarsi in punti di forza che ti rendono autentica e speciale, unica e inimitabile. E per questo invincibile.

PS Se ami leggere, non lasciarti scappare un libro spassoso ma di grande utilità per superare ogni condizionamento sociale. Si intitola “I Love Me, come eliminare cellulite e pancia dal nostro corpo e dalla nostra testa” (Sperling & Kupfer, 144 pagine, anche in ebook). È stato scritto da Martina Semenzato, imprenditrice di Venezia. Una di noi, che ha incontrato la cellulite quando era adolescente e da allora l’ha esaminata e combattuta senza esclusione di colpi. L’ha vista conquistare terreno su ogni parte del corpo, il proprio e il nostro: le cosce, le braccia, la pancia e, soprattutto, la testa.

E, proprio dalla testa, l’ha vista minare autostima e complicare ogni rapporto. Contro di lei ha provato ogni rimedio (illustrato con una simpatia disarmante) e ha deciso di mettere nero su bianco un percorso a tappe tutto da ridere tra creme, tisane, acque aromatizzate, esercizi fisici. Fino alla scoperta di quello che è davvero l’unico rimedio infallibile: l’autoironia, la leggerezza non di glutei e cosce, ma di spirito, capace di estirpare ogni imperfezione dalla nostra testa e dagli occhi di chi ci guarda. Ah, Martina è anche fondatrice della società “I Love Me”, con l’obiettivo di creare progetti che aiutino tutte le donne a realizzare i propri sogni. Di qualsiasi forma, natura e dimensione siano.

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