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BlogL’estate sta finendo: facciamo il punto sul body shaming

L’estate sta finendo: facciamo il punto sul body shaming

di Zummy Team

No, non cambiare post, perché la questione riguarda tutti ed è quasi sicuro che, magari proprio durante questi ultimi mesi estivi, ne sia stata vittima anche tu e che anche tu possa averla messa in atto nei confronti di qualcuno, seppur inconsapevolmente. Parliamo di body shaming ed è giusto e utile e importantissimo farlo perché è una pratica sempre più diffusa, soprattutto sui social, da cui nessuno è immune (nemmeno le celeb!).

Un fenomeno che testimonia quanto il mondo stia progredendo, la società stia cambiando, ma quanto stiamo rimanendo comunque indietro riguardo a educazione, tolleranza, empatia e a tutta una lunga lista di valori che, complice anche la tastiera, si sono sbiaditi. Ma, se sai in cosa consiste il body shaming, sai anche come difenderti e quindi eccoci qua, a discuterne insieme.

Body shaming: cos’è?

Il termine “body shaming” deriva da “body” (corpo) e “shaming” (che si rifà al sostantivo “shame” e sta per “vergogna”). L’espressione body shaming indica quindi il far vergognare qualcuno per il proprio corpo. Si manifesta deridendo o discriminando, attraverso commenti offensivi e sarcastici, chi ha un corpo, un viso o caratteristiche fisiche (cellulite in primis, ma anche peso, altezza, colore e taglio dei capelli, imperfezioni sul viso, rughe e chi più ne ha più ne metta) che non corrisponderebbero ai parametri imposti dalla società.

È un fenomeno che non ha confini, che colpisce tutte e tutti e che di solito raggiunge il suo culmine proprio d’estate, quando per forza di cose il corpo si scopre e si svela di più. Ecco allora che vengono declinati gli inviti in piscina per paura di mostrarsi in costume davanti agli altri. O che si rinuncia all’acquisto di un abito che piace solo perché lascia scoperte le parti giudicate critiche. E poi, via a diete impossibili dell’ultimo minuto e a trattamenti estetici frenetici in vista delle vacanze al mare.

Lo scopo? Rispecchiare determinati standard e ideali corporei che millantano perfezione e che ci sono veicolati da un bombardamento di immagini (vedi pubblicità o canali social), pena ricevere critiche o venir messi in imbarazzo per alcuni presunti difetti. Che poi sono magari fisiologici e del tutto normali. Attenzione a non dare importanza a questa pratica: è una vera e propria forma di violenza, attuata soprattutto sul web, che va riconosciuta e stoppata sul nascere.

Chi fa body shaming

Chi mette in atto comportamenti del genere viene definito un “hater”, una persona che odia e istiga all’odio, screditando e offendendo soprattutto attraverso i social network. Il motivo non è difficile da capire: l’hater si sente protetto da un nome falso, dalla distanza interposta dal dispositivo, dal fatto che chi riceve le sue offese – peraltro – non lo conosce nemmeno! Ma il web ha un enorme potere: immaginalo come una cassa di risonanza gigantesca, dove i commenti si fissano, restano lì, visibili a tutti. Basterebbe poco per farla sgretolare, soprattutto rendendosi conto che l’hater si accanisce perché è il primo a vivere in difficoltà.

Innanzitutto – e non serve essere degli esperti per capirlo – soffre di deficit empatico. Ciò significa che è impossibile che chi attua body shaming riesca a calarsi nei panni di chi è offeso. Tantomeno a comprendere le conseguenze negative e i problemi che i suoi giudizi inopportuni possono creare nella sua vittima. La cosa più brutta è che per l’hater il valore di una persona dipende dal suo aspetto: non esiste altro. Vede la bellezza come l’unica chiave di successo e di realizzazione personale. La sua autostima, di conseguenza, è legata al giudizio proveniente dall’esterno.

Chi attua il body shaming ritiene che il suo giudizio abbia il potere di decidere il valore della persona derisa in base alla sua fisicità e questo è terribile e denota un’insicurezza pericolosa. Quando si è fragili succede che chi viene denigrato, denigra. Chi è insoddisfatto del suo aspetto fisico, critica quello degli altri. Quello che è ancora più triste constatare è che i modelli di bellezza precostituiti permeano sempre più le nostre vite, ne dipendiamo, e tutto ciò che non si adegua ad essi è sempre più passibile di commenti negativi. Con Internet è diventato facilissimo trasformarci in giudici spietati di noi stessi e degli altri.

Chi subisce il body shaming

Tutti, nessuno escluso, abbiamo insicurezze e dubbi sul nostro aspetto. Tutti, se additati, proviamo vergogna, sentiamo di essere in qualche modo sbagliati, imperfetti e bisognosi di aggiustamenti per essere amati e accettati. E se non ci accettiamo, iniziamo a voler cambiare, spesso con modalità errate. Cioè non pensiamo a prenderci cura del nostro corpo e ad agire perché sia sano, ma a renderlo gradevole solo dal punto di vista estetico. Belli fuori, a pezzi dentro.

Le vittime di body shaming vedono crollare la propria autostima, provano un forte disagio, non hanno più sicurezze personali. Vivono in preda all’ansia e, se si tratta di soggetti particolarmente vulnerabili (come gli adolescenti o chi ha subito un intervento, per esempio) queste insicurezze possono trasformarsi in vere e proprie ossessioni, disturbi alimentari, eccessivo esercizio fisico, chiusura in se stessi, ritiro sociale… Il fenomeno è democratico: non sono solo le persone comuni a essere prese di mira, ma anche le star, insultate per la loro forma fisica.

Ultimamente è successo perfino a Jennifer Lopez (“accusata” di avere la cellulite!) e altre vittime illustri sono state Lizzo, Billie Eilish, Ariana Grande, Lady Gaga… Ti ricordi degli attacchi haters verso Vanessa Incontrada o Arisa? Loro, gente dello spettacolo, al pari di atlete e donne che si muovono in ambito socioculturale (gli hater colpiscono tutti indistintamente, prediligendo le donne) si sono viste sbattere sotto la lente di ingrandimento difetti presunti, come se non fossero esseri umani, come se dovessero essere solo perfette, come se quel difetto andasse a intaccare il loro valore come esseri umani.

Ognuna di loro è stata insultata perché grassa o magra, per il tono di voce, per come si veste, per essere sminuita, per recarle sofferenza, spostando l’attenzione da quanto dice (o da quanto è) a come appare. Con lo scopo di ferirla. O di farla tacere. Per fortuna, siamo tutti, celebrity o no, più di un semplice involucro.

I social invertono la rotta

Partendo dal presupposto che ognuno ha diritto di essere rispettato al di là del suo aspetto fisico, la soluzione migliore contro il body shaming non dovrebbe essere smontare uno stereotipo sbagliato proponendo l’esatto opposto (forse altrettanto errato) ma promuovere il rispetto per la diversità e le caratteristiche di ognuno, incoraggiando un rapporto con se stessi (e con gli altri) sano, sereno. Se capiamo di non piacerci, di avere qualche problema con il nostro aspetto, la cosa migliore da fare poterebbe essere affrontare un percorso di crescita per capire cosa ci renda davvero infelici e iniziare a lavorare per cambiare in meglio.

Per fortuna oggi le piattaforme social stanno prendendo posizione contro body shaming e bullismo (anche per non perdere pubblicità…) e hanno inserito nuove regole di comportamento. La Norvegia, per esempio, è stata la prima, lo scorso giugno, ad abolire dai social filtri e app per ritoccare la propria immagine. Ha varato una legge al fine di combattere i contenuti che giocano sull’insicurezza sociale, la cattiva coscienza, la bassa autostima o contribuiscono alla pressione sul corpo.

Nel Regno Unito le influencer sono obbligate a dichiarare esplicitamente quando utilizzano un filtro beauty, pena l’esclusione dai social media. Pinterest ha rimosso i filtri effetto chirurgia plastica e ha proibito ogni forma di pubblicità di prodotti riguardanti la perdita di peso. TikTok ha vietato inserzioni e app per il digiuno e gli integratori dimagranti e offre assistenza a chi è vittima di abusi, fornendo il contatto telefonico di associazioni che si occupano del tema (in Italia, per esempio, c’è Never Give Up).

…E poi c’è Zummy

ZUMMY non ha dovuto invertire nessuna rotta: siamo schierati contro il body shaming da sempre, nelle parole e nei fatti. Fin dalla nascita del brand e del progetto, ci siamo convinti che le nostre scelte quotidiane facciano la differenza, non solo quando si parla di sostenibilità ma anche quando si parla di rispetto e body positivity. Questi due aspetti, ora diventati hot topic su tutti i principali canali di comunicazione, appartengono al DNA di Zummy dalla sua fondazione e sono ingredienti fondamentali per tutto ciò che il brand progetta. Quante volte capita di vedere, in store o anche online, brand famosi che creano linee “curvy” ad hoc? Quasi come se il “curvy” fosse un'”Area 51″ di isolamento per chi ha qualche chilo in più rispetto agli standard di donna che ci sono da sempre propinati. Noi a questo siamo contrari, ma ci teniamo anche a sottolineare un concetto: non siamo un brand curvy e non siamo un brand per taglie slim, ci impegniamo bensì ogni giorno per progettare i nostri capi con una adattabilità tale da poter valorizzare sia un tipo di donna che l’altro. ZUMMY, insomma, è un brand creato da due donne per tutte le donne.

body shaming
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Body shaming: difenditi così

Prima di tutto, chiediti: “Sono imperfetta per chi?”. Il proprio corpo va osservato, conosciuto, sentito, accettato. Bisogna volersi bene anche con le nostre piccole imperfezioni. Non è facile. È necessario allenarsi ogni giorno per imparare a rispettare le proprie caratteristiche e la propria unicità. Quando ci si rispetta, è facile rispettare anche gli altri. Ma come si fa a diventare più forti? Prova queste mosse.

1. Sii obiettiva

Ridimensiona il valore che dai ai commenti, social o reali e impara a scindere ciò che vero da ciò che è virtuale. Tornare a relazioni vere, a dialoghi concreti e staccarsi dai social aiuta tanto a capire quello che conta e quello che vale meno di zero. Cercare di avere sempre un bell’aspetto per gli altri è una perdita di tempo, di gioia e libertà.

2. Non ti confondere

L’approvazione esterna non c’entra niente con la tua identità: è sbagliato e controproducente basare la propria autostima sul numero di like ricevuti da uno scatto che abbiamo postato.

3. Non ci cascare

Nessuno è perfetto e, come dice la mitica Iris Apfel, l’icona di stile più vecchia del mondo (100 anni il 29 agosto): “Chi non ha interessi, non può essere interessante”. Impara a non dare troppa importanza all’estetica: non è vero che se assomigli a una top model famosa sarai più accettata dalla società.

4. Parlane

Riconoscere le difficoltà e vulnerabilità è il primo passo per affrontarle. Non tenerti tutto dentro: condividere le emozioni negative relative al proprio aspetto è utile per staccarsi dal problema e affrontarlo con più lucidità.

5. Prenditi cura di te

Abbraccia uno stile di vita sano e fai in modo che l’amore per il tuo corpo si manifesti attraverso la cura e non solo l’estetica. Ma questo solo perché lo vuoi tu. Chi nutre fiducia in se stesso, chi guarda dentro l’anima e tifa per sé e per gli altri, è sempre un vincente.

Un ultimo consiglio, per tutti

Infine, quello che noi di ZUMMY, pur non essendo psicologi esperti, ti consigliamo di fare con tutto il cuore, è ridere! Ridi a pieni polmoni! Ridi con gioia e convinzione! Ignorare il modo in cui ci si sente quando si ricevono insulti non aiuta per niente. Conviene affrontare direttamente la fonte della critica in modo costruttivo, con atteggiamento realista e sicuro e con una bella risata che (questo è provato scientificamente!) riduce la produzione del cortisolo (l’ormone dello stress), aumenta l’energia fisica e mentale, fa sentire ottimisti e rilassati.

In più, crea empatia: chissà mai che la tua risata argentina possa diventare un toccasana anche per gli haters e aiutarli ad affrontare tutte quelle frustrazioni e insicurezze che scaraventano addosso agli altri. E se così non fosse, poco male. Per dirla alla Bakunin, una risata li seppellirà. Perché occorre capire che la perfezione non esiste e che è proprio questo il bello di ognuno di noi: siamo tutti imperfetti, tutti diversi, tutti bellissimi.

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PESCE SYMPHY

E infine, una nuova escursione

Immerse nella verde e rigogliosa vegetazione tropicale

Spettacolo naturale

Su queste acque sudamericane

Facemmo un incontro davvero speciale

Noi lo vedemmo da riva, ma ciò che ci colpì furono i suoi colori contrastanti

Striato come una tigre, turchese come l’acqua,

Il pesce Symphysodon Discus

Lui che pur piccolo e fragile si distingueva dal resto

Seppur affascinati dalle sue sfumature,

all’improvviso i nostri sguardi vennero distolti

Quando vedemmo galleggiare ciò che non appartiene al mare

Con grande amarezza interiore

Vedemmo plastica galleggiare

Vedemmo quello che in natura inquina e deturpa.

Amareggiate e consapevoli

Lì nacque la promessa di sostenibilità di Zummy.

MEDUSA JELLY

Poi ci ritrovammo qui

Paradiso terrestre di infinite spiagge bianche

Maldive è il suo nome

Non si distingue dove finisce la spiaggia e dove inizia questo specchio di mare

Tra le limpide acque, eri lì, trasparente e suadente ballerina

La medusa marina

Avremmo dovuto aver paura di te,

Perché dicono che tu sia urticante,

Ma vedendoti danzare con tanta eleganza

fummo solo affascinati

Solamente tu, che fluttuavi leggera e armoniosa

Tu che sembravi una sposa

La sposa del Mare

come un’ombra sommersa in questo azzurro infinito

Di te abbiamo immaginato la tua immensa anima

Come una Donna

La nostra Donna Zummy

PESCE CORY

Riprendemmo poi a viaggiare, prese dalla voglia di scoprire, di vedere quant’è profondo il mare

Un mare dalle acque tiepide e cristalline

Un mare vivace, pieno di vita

Lui è il Mar Rosso

E, immergendoci nelle sue acque, gli incontri furono svariati

Con pesci e coralli colorati che sembravano un tutt’uno, che erano armonia melodica,

che trasmettevano un senso di pace

E poi, lei, che ci affascinò con i suoi colori aranciati a pois blu

Come piccole bollicine a ricoprire la sua pelle

Lei, Cernia del Corallo,

Nuotatrice armonica e sinuosa, che si avvicinò quasi a voler giocare a nascondino

E poi improvvisamente

Svanì dentro questo immenso mare

Lei che ha portato lontano la nostra fantasia

Lei che ha portato il colore nel mondo Zummy

PESCE ANGY

Per chi non l’avesse mai vista

Vi parleremo di lei

Isola incantata dell’Oceania

Lei è Polinesia

Affascinate dalla bellezza attorno a noi,

I nostri occhi videro meraviglie

Ora impresse nei nostri cuori e raffigurate nella nostra mente

Lei, così incontaminata e brulicante di vita

Ricordiamo il sole che creava un riflesso in quel mondo sommerso

E poi colori danzanti, rincorrersi

Pesci

Tanti e diversi

Uno in particolare, i cui colori sono cielo, sono mare e sono sole,

Colpì la nostra attenzione

Il suo nome era Angelo

Pesce Angelo

Da qui abbiamo preso ispirazione

Da qui nasce il nostro Zummy

Un quadro su tessuto

Un quadro che ci avvolgerà in tutto il suo splendore